Reggio Calabria: la Dia sequestra beni per 50 milioni


Negli anni ’80 con 400 milioni di lire mise su un’azienda insieme al fratello. Ma i soldi, dice la Dia, glieli diedero le cosche Longo e Versace di Polistena. Da allora iniziò la scalata economica di Salvatore Domenico Tassone, 63 anni, legato anche, per vincoli di parentela, al gruppo Ierinò di Gioiosa Ionica. La Dia gli ha confiscato adesso beni per un valore di 50 milioni di euro. I beni erano stati sequestrati nel 2007. Adesso è giunta la confisca, al termine degli accertamenti compiuti dal Centro Operativo di Reggio Calabria della Dia. Tassone era stato coinvolto nell’operazione Arca, che aveva portato all’arresto di 15 esponenti di cosche delle province di Reggio Calabria e di Vibo Valentia, accusati di essersi infiltrati negli appalti e nei subappalti per i lavori di ammodernamento di alcuni tratti dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria. E’ stato condannato in primo grado ad otto anni ed otto mesi di reclusione. Nel dicembre del 1994, mentre viaggiava in auto insieme al figlio, Tassone fu anche ferito in un agguato compiuto da tre persone armate di fucili caricati a pallettoni.

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