Reggio Calabria: la Dia ha arrestato l’ex ministro dell’Interno Scajola


La vicenda va senz’altro inquadrata in fatti di ‘ndrangheta, visto che Claudio Scajola, ex ministro dell’Interno, di fatto sembra aver coperto la latitanza di Amedeo Matacena, condannato per concorso esterno in associazione mafiosa e individuato a Dubai. La magistratura avrebbe in mano delle inequivocabili intercettazioni del dicembre scorso, in cui Scajola, parlando con la moglie di Matacena, affermerebbe di voler aiutare il tuttora latitante, cercando per lui una sistemazione in Libano. Cosa che confermerebbe legami particolari tra i due. In tutto sono 8 i provvedimenti eseguiti dalla Dia di Reggio Calabria. Tra gli arrestati, figurano persone ritenute legate all’ex parlamentare Amedeo Matacena, tra cui la moglie e la suocera. Ma ci sono anche collaboratori e prestanome, che avrebbero avuto il compito di salvare le aziende di Matacena dai sequestri della magistratura. L’inchiesta che ha portato all’arresto dell’ex ministro Scajola è un troncone di un’indagine molto più ampia, denominata “Breakfast”. L’indagine, nell’aprile del 2012, ha portato i magistrati reggini ad indagare anche sull’allora tesoriere della Lega Nord Francesco Belsito. Si ipotizza che tra i fondi neri della Lega finiti all’estero vi possa essere anche il denaro frutto degli affari illeciti della cosca De Stefano. Nell’ambito della stessa operazione, la Dia ha eseguito numerose perquisizioni in Piemonte, Lombardia, Liguria, Emilia Romagna, Lazio, Calabria e Sicilia, oltre a sequestri di società commerciali italiane, collegate a società estere, per un valore di circa 50 milioni di euro.

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