Reggio Calabria: immigrazione, 10 fermi e sequestro nave madre


Sono 10 i fermi eseguiti dalla Guardia di Finanza tra i 17 componenti, tra cui 7 minori, dell’equipaggio del peschereccio che ha fatto da “nave madre” per il barcone soccorso al largo della Calabria domenica scorsa con 226 persone a bordo, di nazionalità siriana ed egiziana. Soccorso risultato fondamentale, visto che il barcone, che si trovava a 150 miglia dalla costa, imbarcava acqua e rischiava di affondare. L’operazione, denominata “Never More”, ha portato anche al sequestro del mezzo, un peschereccio di 30 metri, avvistato da un aereo portoghese e da uno della finanza, entrambi impegnati nel pattugliamento, che aveva al traino un’imbarcazione più piccola priva di passeggeri. Le fasi del trasbordo dal peschereccio al barcone sono state filmate con le telecamere all’infrarosso degli aerei. Il peschereccio si è poi allontanato verso le coste egiziane, mentre l’imbarcazione più piccola si è diretta verso quelle calabresi. Ma un pattugliatore della finanza ha raggiunto l’unità “madre”, fermandola ed abbordandola a 225 miglia a sud-est di Capo Spartivento, ad un centinaio di miglia dalle coste libiche. L’imbarcazione è risultata priva di documenti e di bandiera, per sfuggire al riconoscimento a distanza. Nel frattempo altre due unità della Guardia di Finanza hanno raggiunto il barcone, prestando soccorso ai migranti, che sono stati presi a bordo dalle unità militari. I migranti sono giunti nel porto di Reggio Calabria la sera di domenica. Ai finanzieri hanno raccontato di aver pagato circa tremila dollari per il viaggio. Il pattugliatore con il peschereccio, invece, è giunto in porto alle 19 di ieri. I 10 fermati sono tutti accusati del trasporto dei migranti. Ulteriori indagini sono in corso per individuare possibili collegamenti sul territorio nazionale ed i responsabili dell’associazione a delinquere a carattere transnazionale dedita al traffico di migranti.

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