Reggio Calabria: il Col. Giardina accusa il Presidente Scopelliti

Non aveva ancora metabolizzato l’arrivo dell’avviso di garanzia per questioni legate alla sanità, che il Governatore della Calabria, Giuseppe Scopelliti, adesso deve fronteggiare una nuova e più pesante accusa: quella di avere avuto l’appoggio del clan De Stefano quando era sindaco di Reggio. Durante un’udienza del processo Meta, è stato il Colonnello dei Ros dei Carabinieri Valerio Giardina a riferire che, in alcune intercettazioni, sarebbe risultato con evidenza che la cosca De Stefano, la più potente della città reggina, sostenesse elettoralmente Scopelliti. E non solo: secondo Giardina, Scopelliti e suo fratello avrebbero fatto parte di un gruppo affaristico-mafioso in cui sarebbero stati inseriti i vertici delle cosche reggine e della politica locale e che ci sarebbe stato un uomo della cosca, ora collaboratore di giustizia, che controllava tutte le azioni di Scopelliti. Il Governatore si difende con una lettera pubblicata da alcuni quotidiani locali, nella quale definisce “sconcertanti” le dichiarazioni di Giardina e afferma che “un uomo delle istituzioni, per la seconda volta, ha reso una testimonianza non veritiera”, sottolineando come ci sia stato sempre un odio profondo con le persone citate dal colonnello. “Ritengo che quanto affermato sia un’offesa non soltanto alla mia persona ma alla nobile Arma dei Carabinieri”, conclude Scopelliti.

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