Reggio Calabria: i dettagli dell’arresto di Rocco Aquino


Il bunker in cui si nascondeva era ricavato nel tetto della mansarda della sua casa. A scoprirlo è stato proprio un Carabiniere che era stato denunciato dalla famiglia del boss perchè troppo persecutorio nel suo lavoro. Questi alcuni dei dettagli che sono stati svelati nella conferenza stampa relativa all’arresto del pericoloso latitante della ‘ndrangheta Rocco Aquino, scovato a Marina di Gioiosa Ionica, nella sua abitazione che era stata già più volte perquisita. Ma stavolta i militari hanno usato delle tecniche nuove, non rivelate, che hanno portato alla scoperta del nascondiglio. Il PM Gratteri ha sottolineato la caparbietà dimostrata dai Carabinieri nel loro lavoro, nonostante le denunce ricevute. Nel corso delle indagini sono state effettuate numerose intercettazioni e sono state anche monitorate le trasmissioni di una tv locale, durante le quali Aquino, grande appassionato di calcio, tanto da essere stato in passato il presidente della squadra locale, commentava le prestazioni della compaggine con la firma de “il dirigente del Marina di Gioiosa Jonica”. Durante la perquisizione nell’abitazione del latitante sono stati sequestrati anche uno scanner radio e un inibitore di comunicazioni cellulari.

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