Reggio Calabria: false prove, 3 arresti, anche un poliziotto

Fabbricavano false prove da esibire in inchieste giudiziarie. Poi si rivolgevano ai familiari di indagati, veri o ipotetici, chiedendo denaro in cambio dei documenti per alleggerire la loro posizione. Alla fine, pero’, la truffa e’ venuta fuori ed un poliziotto e’ stato arrestato dai carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria, insieme alla moglie e ad un amico odontotecnico, con le accuse di associazione per delinquere finalizzata alla violenza privata, tentata truffa, falso e sostituzione di persona. A mettere in piedi il meccanismo truffaldino, secondo l’accusa, e’ stato il vice sovrintendente della polizia Antonino Consolato Franco, 51 anni. L’uomo, con l’aiuto della moglie, Rosa Bruzzese, 42 anni, dipendente di un negozio di telefonia, e di Angelo Belgio, 40 anni, fabbricava falsi documenti con timbri ora della Procura, ora della Questura. Poi scriveva lettere anonime ai familiari delle sue vittime. A cadere nella rete anche la dirigente dell’ufficio tributi del Comune di Reggio, Orsola Fallara, che si e’ suicidata nel dicembre scorso quando era indagata per abuso d’ufficio in relazione alla percezione di una somma di 750.000 euro. Ben prima che la Procura la indagasse, pero’, nel 2008, il poliziotto aveva inviato, spedendola al fratello Paolo Fallara, una falsa ordinanza di custodia cautelare in cui spiccava il nome della dirigente. Tramite sms inviati da telefonini con schede intestate ad ignari utenti, i tre chiesero 30.000 euro per fornire ulteriori notizie e la data dell’esecuzione dell’arresto. Paolo Fallara, pero’, si rivolse ai carabinieri. I militari fermarono Franco e Belgio sul luogo in cui avrebbero dovuto incassare un anticipo di 13.000 euro. Il poliziotto si giustifico’ dicendo di essere con un informatore in cerca di notizie per la cattura di latitanti, ma i Carabinieri non se la sono bevuta ed hanno scoperto anche le tentate truffe ai familiari di Alessandro e Giuseppe Marciano’, condannati all’ergastolo in appello per l’omicidio del vice presidente del Consiglio regionale Franco Fortugno, e di Mario Congiusta, padre dell’imprenditore Gianluca, ucciso a Siderno.

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