Reggio Calabria: ‘ndrangheta, sei fermi per estorsioni in città

Imponevano il pizzo alle imprese edili che operavano nel loro territorio, chiedendo il 4% del fatturato. Ma se erano imprese considerate “amiche”, facevano loro uno sconto dell’1%. La Squadra Mobile di Reggio Calabria ha fermato sei persone, tutte presunte affiliate alla cosca Caridi, federata, insieme alle cosche Borghetto e Zindato, al più potente clan dei Libri. Agli indagati vengono contestati i reati di associazione mafiosa, estorsione e danneggiamento. L’operazione, denominata “San Giorgio”, costituisce il seguito di una precedente inchiesta chiamata “Alta tensione”. Attraverso le numerose intercettazioni ambientali, è emerso che la cosca Caridi vessava le imprese edili che operavano nella sua zona di influenza, quella dei quartieri Modena, Ceccarello e San Giorgio. Le intercettazioni sono state effettuate anche all’interno di un circolo della caccia, rivelatosi un punto d’incontro degli appartenenti alla cosca e che fu anche segreteria politica dell’ex consigliere comunale Giuseppe Plutino, appoggiato dalla cosca per la sua elezione e che fu arrestato nel dicembre scorso. La cosca avrebbe anche impedito che si affiggessero i manifesti dei candidati non graditi.

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