Reggio Calabria e Firenze: ‘ndrangheta, decine di arresti e sequestri


Una vera offensiva contro la ‘ndrangheta, oggi in tutta Italia, partita da Calabria e Toscana. Una doppia operazione curata, in Calabria, da Dia e guardia di finanza e, in Toscana, da finanza e carabinieri, ha portato a 27 fermi per quanto riguarda il troncone partito dalla DDA reggina. Sono invece 14 le persone finite in manette su richiesta della procura antimafia fiorentina. Nelle due inchieste parallele ci sono poi altre 46 persone denunciate. Le due operazioni, denominate “Martingala” quella calabrese e “Vello d’Oro” quella toscana, colpiscono, in diverse regioni, presunti affiliati alle cosche della ‘ndrangheta, accusati di associazione mafiosa, riciclaggio, autoriciclaggio, reimpiego di beni di provenienza illecita, sequestro di persona, usura, esercizio abusivo dell’attività finanziaria, trasferimento fraudolento di valori, frode fiscale, false fatturazioni e reati fallimentari. Eseguiti anche sequestri di decine di imprese, tra cui molte concerie, e beni immobili per circa 100 milioni di euro. Al centro di un grosso intreccio tra decine di società, che avrebbero riciclato, per anni, i proventi illeciti della ‘ndrangheta, ci sarebbe l’imprenditore Antonio Scimone. Ma si staglia all’orizzonte anche un grosso giro d’usura, che ha letteralmente spolpato molti settori dell’economia sana. Secondo la magistratura, Scimone sarebbe un uomo delle cosche della Locride, e avrebbe costituito decine di società, anche all’estero, che avrebbero prodotto vorticosi giri di fatture false per far apparire lecite le operazioni fatte con i soldi sporchi.

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