Reggio Calabria e Catanzaro: ‘ndrangheta, polizia impegnata in 2 operazioni

Due distinte operazioni della polizia sono state eseguite in Calabria contro la ‘ndrangheta. I poliziotti delle squadre mobili di Reggio Calabria e Catanzaro, coordinati dal Servizio centrale operativo, hanno eseguito una serie di fermi e sequestri di beni e rapporti bancari. La prima operazione, diretta dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, riguarda una serie di presunti esponenti della cosca dei Pesce di Rosarno. In particolare, fermati 11 presunti fiancheggiatori che avrebbero aiutato il boss Marcello Pesce nella sua latitanza, prima dell’arresto avvenuto il primo dicembre scorso, dopo mesi di indagini coordinate dalla DDA di Reggio Calabria. I fermati, tra cui c’è anche Rocco Pesce, figlio del boss, lo avrebbero aiutato nei suoi spostamenti. Ma l’indagine ha anche consentito di fare luce sulle dinamiche economiche legate al trasporto su gomma nella piana di Gioia Tauro, che sarebbe stato totalmente controllato dalla cosca. L’inchiesta di Catanzaro riguarda invece una serie di aziende operanti nel settore delle costruzioni e riconducibili a Gennaro Pulice, importante esponente delle cosche lametine e oggi anche collaboratore di giustizia. La DDA catanzarese ha disposto diversi decreti di sequestro preventivo di beni, in Calabria, Lombardia, Piemonte ed Abbruzzo, per un valore di circa 4 milioni di euro.

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