Reggio Calabria: droga porto Gioia Tauro, arresti e sequestro di beni


Ormai è chiaro: il grosso traffico di droga attraverso il porto di Gioia Tauro non potrebbe effettuarsi se non ci fosse la complicità di diversi dipendenti della struttura. Adesso la Guardia di Finanza ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 15 presunti appartenenti ad un’organizzazione criminale dedita al traffico internazionale di cocaina. Tre persone sono irreperibili. Tra gli arrestati figurano 10 dei fermati il 24 luglio scorso, nel corso dell’operazione Puerto Liberado, più altre 5 persone che non erano state coinvolte nella prima operazione. In quella occasione erano stati fermati, tra gli altri, sei tra dipendenti ed ex dipendenti della società che opera sui moli del porto ed anche il rappresentante legale di una società di trasporti. Adesso sono stati sequestrati beni per un valore di circa 10 milioni di euro. Le indagini patrimoniali hanno portato ad individuare dieci imprese, decine di terreni, ville ed altri beni riconducibili agli arrestati o a loro familiari. Proprietà risultate sproporzionate rispetto ai redditi dichiarati e, per questo, sottoposte a sequestro. Sequestrata anche l’auto blindata sulla quale si spostava Giuseppe Brandimarte, ritenuto uno dei capi della banda. L’uomo temeva di subire un attentato, dopo essere stato ferito gravemente in un agguato nel dicembre del 2011. In una delle ville sequestrate è stato anche scoperto un cunicolo occulto, predisposto, verosimilmente, per consentire di sottrarsi ad eventuali operazioni da parte delle forze dell’ordine.

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