Reggio Calabria: doping, 3 arresti, denunce e sequestri

Tre persone, fra cui un carabiniere, agli arresti domiciliari, 6 con obbligo di dimora nel comune di residenza e una con obbligo di firma: è il risultato di un’operazione dei Carabinieri coordinata dalla Procura della Repubblica di Palmi. Le accuse sono di commercio di sostanze anabolizzanti, commercio di farmaci stupefacenti, somministrazione di farmaci dopanti per alterare le prestazioni agonistiche, ricettazione, esercizio abusivo di professione e somministrazione di farmaci pericolosi per la salute pubblica. Nel corso delle operazioni, durante le quali sono state eseguite anche diverse perquisizioni in Toscana, Calabria e Sicilia, è stato eseguito, di concerto con militari della Guardia di Finanza, il sequestro preventivo di beni mobili e immobili per un valore di oltre 100.000 euro, riconducibili a due degli indagati. L’operazione, denominata “Ercole”, è frutto di indagini condotte dalla compagnia dei Carabinieri di Taurianova con un supporto specialistico del Nas di Reggio Calabria, avviate nell’ottobre 2017 a seguito della morte di un 40enne di Taurianova. L’uomo praticava attività sportiva. Fu trovato privo di vita in casa dai familiari in circostanze anomale. Inizialmente fu ipotizzato un ordinario arresto cardio-respiratorio. Tuttavia, l’assenza di patologie o altri elementi sintomatici e le successive informazioni raccolte dai Carabinieri, hanno fatto emergere il sospetto che il decesso fosse, in realtà, connesso all’attività sportiva praticata dall’uomo nell’ambito del fitness e del body building. E’ poi emerso che il 40enne faceva uso sistematico di farmaci e sostanze anabolizzanti, che gli avevano anche causato forti scompensi di salute, dietro prescrizione di un personal trainer che, senza alcuna competenza medico-sportiva, elaborava, per abituali frequentatori di palestre, programmi di allenamento. Le indagini hanno fatto emergere un enorme giro di affari di centinaia di migliaia di euro. I prodotti commerciati erano i più disparati: “GH”, “nandrolone”, “trembolone”, “stanazolo”, “testosterone”, con le loro varie declinazioni sintetiche, ormoni e farmaci androgeni e steroidei, vietati in Italia oppure destinati alla cura di gravi patologie o addirittura a scopo veterinario. I canali di approvvigionamento erano per lo più riconducibili all’estero, soprattutto Paesi est-europei e orientali, con metodi di pagamento basati sui circuiti internazionali, ma anche “bitcoin”, contanti e ricariche post-pay. Sono state individuate anche farmacie che, sottobanco, riuscivano a cedere a conoscenti e amici farmaci soggetti a prescrizione medica e solo per gravi patologie, anche tumorali, o ancora destinati ad uso veterinario, con grave pericolo per la salute in caso di abuso.

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