Reggio Calabria: De Grazia ucciso, ma inchiesta non viene riaperta


Alla luce di quanto emerso dalla relazione conclusiva della Commissione parlamentare sul ciclo dei rifiuti, ormai appare chiaro: il Capitano Natale De Grazia morì per “cause tossiche”, per un presunto avvelenamento. Indagava, già negli anni ’90, sulle cosiddette “navi dei veleni”. Che secondo le inchieste ufficiali, non esistono. Ma allora perchè sarebbe stato ucciso? Perchè le indagini all’epoca furono così superficiali e perchè, se ufficialmente era morto per cause di servizio, lo Stato gli ha assegnato una medaglia d’oro? La moglie di De Grazia, che vive a Reggio Calabria, cerca ancora la verità. Natale De Grazia era in servizio alla Capitaneria di Porto di Reggio Calabria. Collaborava con il pool investigativo della Procura reggina, che indagava sul traffico dei rifiuti tossici e radioattivi. Il 13 dicembre del 1995 l’ufficiale morì improvvisamente, a Nocera Inferiore, dopo aver consumato un pasto in una stazione di servizio sull’autostrada, mentre si stava recando a La Spezia per compiere una serie di accertamenti. E se anche oggi si sa che fu avvelenato, la procura di Nocera Inferiore afferma di non avere elementi per la riapertura del caso. La delusione della sua famiglia è davvero tanta.

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