Reggio Calabria: cosche Pesce e Cordì, ingenti sequestri di beni

Guardia di Finanza e Carabinieri di Reggio Calabria hanno messo i sigilli a parte del patrimonio della cosca Pesce, sequestrando aziende, terreni, fabbricati, denaro, ed anche una societa’ di calcio (la Interpiana di Cittanova) che milita in serie D, per un valore di 18 milioni di euro. All’operazione ha contribuito Giuseppina Pesce, figlia del boss Salvatore, tornata a collaborare con gli inquirenti dopo un periodo di ripensamento dovuto alle pressioni esercitate su di lei dai familiari per farle ritrattare le prime dichiarazioni. Gia’ nell’aprile scorso i Pesce avevano subito il sequestro di beni per 210 milioni e alcuni giorni fa 11 tra presunti boss e gregari sono stati condannati a pene variabili dai 2 ai 20 anni di carcere e ad un risarcimento danni di 50 milioni in favore del Comune di Rosarno e di 10 milioni ciascuno alla Regione ed al Viminale. Un altro colpo alle cosche lo ha inferto il Commissariato di Polizia di Siderno, che con la Divisione Anticrimine della Questura di Reggio Calabria ha sequestrato beni per sette milioni di euro a due imprenditori, i fratelli Antonio e Francesco Tallura, di 46 e 49 anni, di Locri, ritenuti vicini alla cosca Cordi’.

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