Reggio Calabria: arrestato il consigliere regionale Antonio Rappoccio

E’ caduto il gelo sulla Regione Calabria per un altro arresto eccellente, quello di Antonio Rappoccio, consigliere regionale in quota al Partito Repubblicano, che sostiene la maggioranza del presidente Giuseppe Scopelliti. La Guardia di Finanza lo ha arrestato in esecuzione di un provvedimento del Gip su richiesta della Procura Generale di Reggio Calabria. Le accuse sono pesanti: si va dalla corruzione elettorale al peculato, dalla truffa all’associazione per delinquere. Rappoccio avrebbe promosso e ideato un meccanismo fraudolento per essere eletto in occasione del rinnovo del Consiglio regionale del 2010, e avrebbe anche tentato di fare eleggere, al Consiglio comunale di Reggio Calabria, Elisa Campolo. Tentativo andato a vuoto. Sempre secondo l’accusa, il politico, in concorso con altri indagati, con la costituzione di società fittizie e l’invio di lettere con le quali si comunicava, falsamente, l’imminente assunzione a tempo indeterminato, avrebbe indotto in errore un gran numero di elettori, ai quali veniva promesso un posto di lavoro in cambio del voto a Elisa Campolo. L’accusa di truffa, per la Procura Generale, deriva dalla circostanza che Rappoccio, insieme agli altri indagati, avrebbe indotto circa 850 persone ad iscriversi, versando 15 euro, ad una cooperativa e a partecipare, dietro il pagamento di 20 euro, a un concorso “superando il quale”, recitano le carte, “avrebbero avuto concrete possibilità di lavoro”. Infine, a Rappoccio viene contestato anche il reato di peculato perchè le telefonate effettuate per contattare coloro cui veniva prospettato un posto di lavoro sono state effettuate dagli apparecchi telefonici del palazzo comunale di Reggio Calabria, presso la sede del gruppo del Partito Repubblicano.

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