Reggio Calabria: contrabbando di gasolio, fermati due imprenditori


Due imprenditori di Reggio Calabria, operanti nel settore petrolifero, i fratelli Giovanni e Domenico Camastra, sono stati fermati dalla Guardia di Finanza con l’accusa di contrabbando di gasolio agevolato, truffa aggravata ai danni dello Stato ed evasione fiscale. La Guardia di Finanza ha anche denunciato altre quaranta persone. I reati contestati sarebbero stati commessi attraverso un articolato e complesso sistema di frode. Agli affari gestiti dai fratelli Camastra avrebbero partecipato presunti affiliati alla cosca Pesce della ‘ndrangheta, ma anche esponenti delle cosche Aquino-Coluccio e Crea, che sarebbero intervenuti nelle varie fasi dell’attività illecita come intermediari o clienti finali, per approvvigionare di carburante a basso costo diverse aziende di trasporti, controllate dalle cosche. Il sistema di frode messo in atto si articolava in due fasi: la creazione di provviste di prodotto a prezzo agevolato e la falsa denaturazione del gasolio. Nel periodo oggetto di attenzione investigativa, circa due anni, la quantità di gasolio venduto falsamente come agricolo è stata di circa 25 milioni di litri. Il carburante veniva acquistato fittiziamente da aziende della provincia di Cosenza, del vibonese e della locride, per poi essere girato alle cosche. Gli affari illeciti, da Reggio, si stavano spostando anche in altre regioni. Il danno subito dall’Erario, solo per gli ultimi due anni, sarebbe di oltre 12 milioni di euro.

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