Reggio Calabria: confisca di beni per 45 milioni ad imprenditore sanità

La Direzione Investigativa Antimafia di Reggio Calabria e il nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza di Firenze e di Pistoia, con il coordinamento della DDA di Reggio Calabria, hanno eseguito una confisca di beni nei confronti di un imprenditore che sarebbe attivo, in maniera occulta, nel settore della sanità privata calabrese, tramite la gestione di case di cura e di centri riabilitativi, e in quello immobiliare, attraverso imprese operanti in Toscana e in Calabria. Si tratta di Armando Raso, 42 anni, ritenuto esponente di spicco della cosca Piromalli-Molè, operante nella Piana di Gioia Tauro. L’intero patrimonio sottoposto a confisca, stimato in 45 milioni di euro, è costituito da aziende e società, immobili, auto e rapporti finanziari. Con lo stesso provvedimento, emesso dalla sezione misure di prevenzione del Tribunale di
Reggio Calabria, è stata disposta nei confronti di Raso la misura della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno per la durata di 3 anni. La confisca conclude l’attività avviata nel 2013, quando era stato operato il sequestro delle disponibilità dell’imprenditore, la cui appartenenza alla cosca era emersa dai procedimenti penali denominati “Porto” e “Tirreno”, sfociati nella condanna di Raso per associazione mafiosa. Recentemente Raso, assieme ad altri quattro appartenenti al suo nucleo familiare, è risultato coinvolto in un ulteriore procedimento penale instaurato dalla DDA di Firenze per intestazione fittizia di beni.

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