Reggio Calabria: Comune, 17 dipendenti arrestati per assenteismo

Qualcuno andava a fare la spesa, altri avevano da accompagnare e poi riprendere i figli a scuola, altri ancora passavano la loro giornata tra bar e passeggiate sull’affollato Corso Garibaldi. La Guardia di Finanza di Reggio Calabria ritiene che questa fosse l’occupazione primaria di almeno 17 dipendenti del municipio reggino, che sono stati adesso posti agli arresti domiciliari. Ma ce ne sono altri 78 che sono stati denunciati a piede libero. E’ quanto emerso dall’operazione “Torno subito”, che ha visto impegnati i finanzieri per diversi mesi. Sono state sistemate telecamere nascoste nell’ingresso e negli uffici del Comune. Cio’ che se ne ricava è che molti impiegati timbravano per conto di altri, in una sorta di sistema basato su favori tra i diversi dipendenti dell’ente, attraverso scambi di badge personali per consentire l’allontanamento dal luogo di lavoro per diverse ore del giorno o per rendere possibile, ad alcuni, di non presentarsi per niente in ufficio, sebbene figurassero regolarmente in servizio. I tesserini venivano lasciati in un cassetto vicino alla macchinetta che registra le presenze, con facile accesso per i dipendenti che si rendevano vicendevolmente il favore. Dalla procura si mantiene uno stretto riserbo su quanto realmente scoperto, anche perchè il Comune è commissariato per presunte infiltrazioni mafiose e questa tegola non agevola il lavoro dei commissari. Ma si sa già che i primi 42 dipendenti infedeli saranno interrogati dal Gip a breve, per l’eventuale applicazione della sospensione dai pubblici uffici. Una vera vergogna, non lavorare pur avendo un lavoro. In una terra che di lavoro, purtroppo, ne ha sempre di meno.

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