Reggio Calabria: bancarotta fraudolenta, fermi e sequestri

Un’operazione della Guardia di Finanza di Reggio Calabria ha portato all’esecuzione di un provvedimento di fermo emesso dalla Procura nei confronti di 5 persone. Le accuse sono di appartenere ad una presunta associazione a delinquere finalizzata alla bancarotta fraudolenta e a reati tributari, operante nel settore dei trasporti, anche per importanti e note aziende del nord Italia, tra le province di Reggio Calabria e di Parma. Eseguite numerose perquisizioni e sequestri di beni per 25 milioni di euro. Secondo le accuse, gli arrestati portavano al fallimento rilevanti società operanti su scala nazionale ed europea nel settore dell’autotrasporto, conservando il controllo degli asset aziendali grazie a vorticose ed illecite operazioni di successioni societarie e con una tenuta delle scritture e dei libri contabili tale da non rendere possibile la ricostruzione delle reali dinamiche d’impresa, garantendo di fatto un’illecita continuità aziendale. L’inchiesta ha preso il via dal fallimento di quattro società, tutte con sede legale a Reggio Calabria, tra cui la “Centrans”, da cui deriva il nome dell’operazione. Inoltre gli indagati avrebbero alterato i bilanci attraverso quello che è stato definito un vero e proprio “doping amministrativo”.

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