Paola: le incompiute dei porti sul tirreno


E si riparla di porti, come al solito quando è troppo tardi: quando è già estate. Sul tirreno cosentino, ogni città ne vorrebbe uno. Questo è ovviamente impossibile, ma almeno che si facciano quelli previsti. E i casi eclatanti sono tre: Paola, Scalea e Diamante. A Paola e a Scalea tutto è assolutamente fermo. Nella città di San Francesco, a maggio è stata archiviata l’indagine sulla procedura di rilascio della concessione demaniale per la costruzione dell’opera. Sotto accusa era finita la concessione cinquantennale di gestione rilasciata dal Comune, ma che di fatto era un atto che spettava alla Regione. Dopo la delimitazione dell’area, tutto si è fermato. A distanza di due anni dal presunto inizio dei lavori, ancora si parla di studiare l’area per l’inizio della costruzione vera e propria. Anche a Scalea non si è mai partiti per il porto di Marina di Talao. Qui solo all’idea di realizzare una darsena intorno alla storica torre, gli ambientalisti hanno presentato ricorso al Tar. Ancora si attende il giudizio. Invece, a Diamante, i lavori sì che sono iniziati. Dovevano avere tempi di realizzazione brevissimi. Ma, a distanza di più di tre anni, la situazione è questa. Il solo risultato raggiunto è che, almeno, non si sta più parlando di realizzare altri porti. Sarebbe davvero il colmo, visto che quelli già pianificati, è il caso di dirlo, non vanno in porto!

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