Paola: due arresti per la depurazione che non funziona


Se il mare era sporco, ogni estate, un motivo doveva pur esserci. La Procura di Paola ritiene di averlo trovato. E con l’arresto di due persone, dirigenti della società Smeco, che si occupa della gestione di molti depuratori calabresi, sembra adesso essere stata fatta luce. A finire in carcere, con l’accusa di frode in fornitura, disastro ambientale e illecito smaltimento di rifiuti, sono stati l’amministratore delegato della società Smeco, Domenico Albanese, e una dirigente della stessa società, Jessica Plastina. I due non potevano non conoscere quello che accadeva nei depuratori: in almeno due casi sono state scoperte, dicono alla Procura di Paola, delle condutture che non dovevano esserci e che consentivano ai fanghi reflui di finire direttamente in mare. Invece di essere smaltiti, a costi anche onerosi. In altri casi, i fanghi sono stati trovati interrati in corsi d’acqua, che alla prima pioggia li riversavano in mare. Le indagini continuano e non è detto che non ci siano sorprese: lo stesso meccanismo fraudolento potrebbe infatti essere stato utilizzato anche altrove.

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