Milano: ‘ndrangheta, una quarantina di arresti in tutta Italia


Un’intercettazione svela, per la prima volta, in diretta, il rito di affiliazione alla ‘ndrangheta. E si fanno i nomi dei cosiddetti liberatori del Sud Italia. Un particolare sul quale bisognerà a lungo discutere, per capire come e con quali accordi fu annesso davvero il meridione al Regno dei Savoia. Ma oggi dobbiamo parlare solo di questa straordinaria operazione del Ros dei carabinieri che, guidato dalla DDA di Milano, ha messo a segno un colpo storico contro le cosche della ‘ndrangheta che operano in Lombardia e nel nord Italia. Lì dove qualche politico saccente affermava, solo fino a poco tempo fa, che la ‘ndrangheta non esisteva. E invece c’è, eccome se c’è. Perchè la ‘ndrangheta va dove ci sono i soldi. E al Sud, ormai, ce ne sono pochi. L’operazione Insubria, che vede indagate 40 persone in tutta Italia, colpisce tre diverse cosche con diffuse infiltrazioni nel tessuto locale e saldi collegamenti con le ‘ndrine calabresi di origine. Gli arresti scaturiscono da un’inchiesta del procuratore aggiunto Ilda Boccassini e dei pm Paolo Storari e Francesca Celle ed è proseguita per circa due anni con l’utilizzo di intercettazioni ambientali, telefoniche e riprese filmate. La chicca è proprio la ripresa della cerimonia di conferimento della “Santa”, il più alto grado di affiliazione alla ‘ndrangheta. Finora era stata solo raccontata da pentiti. Chi riceve la carica della “Santa” va incontro a seri pericoli in caso di “grave trascuranza” o tradimento. La punizione può arrivare al suicidio. Il giuramento avviene infatti davanti ad un’arma o ad una “pastiglia” di cianuro. Il filmato è stato realizzato durante un incontro conviviale (una delle cosiddette “mangiate”) a cui partecipano esponenti di tre gruppi mafiosi del comasco e del lecchese. E’ durante queste “mangiate” che si stabiliscono gli aspetti operativi e vengono conferite le cariche. Ad una di questa “mangiate” era presente anche un minorenne, parente di uno degli affiliati. Con questa operazione si chiarisce anche la portata delle intimidazioni e dei ricatti perpetrati ai danni di imprenditori, in Italia e in Svizzera. Tra il 2008 e il 2014 sarebbero stati accertati 500 episodi intimidatori, che in gran parte non vengono mai denunciati. L’omertà, quindi, davvero non è un fenomeno del Sud, aldilà degli stereotipi che si vogliono tramandare. E la ‘ndrangheta viene utilizzata da alcuni imprenditori anche come agenzia di recupero crediti. Un modo molto originale per usare la paura che riesce ad incutere. Poi, però, dopo il recupero crediti, la cosca diventa la protettrice dell’impresa. Che quindi deve pagare essa stessa per poter lavorare tranquillamente. Una vera spirale perversa. In un’intercettazione, uno dei boss arrestati afferma che tutto può cambiare, ma “noi non possiamo mai cambiare”. E’ il testamento della ‘ndrangheta, che si perpetua nei decenni. La ‘ndrangheta che usa rituali antichi, anche se si muove nel mondo d’oggi con estrema destrezza e scaltrezza.

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