Milano: ‘ndrangheta, il 50% dei ricavi proviene dal Nord-Ovest

Ipm: e’ l’acronimo di “Indice di presenza mafiosa” e misura sinteticamente dove e chi, tra le organizzazioni criminali mafiose, opera sul territorio nazionale. Dallo studio commissionato dal Ministero dell’Interno al Centro Interuniversitario Transcrime dell’Universita’ Cattolica del Sacro Cuore di Milano, emerge che camorra e ‘ndrangheta sono le piu’ attive, a livello nazionale, e che conseguono quasi il 70% dei ricavi delle organizzazioni mafiose. Cosa Nostra realizza il 18% dei ricavi. A differenza delle altre organizzazioni, che ricavano una parte consistente dei propri ricavi nella regione di origine, quelli della ‘ndrangheta provengono dalla Calabria per il 23%, dal Piemonte per il 21%, dalla Lombardia (16%), Emilia Romagna (8%), Lazio (7,7%) e Liguria (5,7%). Nello studio, si e’ proceduto a fare un’analisi degli investimenti attraverso l’analisi dei beni confiscati: sono stati censiti 19.987 beni confiscati e piu’ della meta’ e’ un bene immobile (52,3%). L’investimento in immobili sembra essere quello privilegiato, ma anche quello piu’ esposto al rischio di essere identificato e confiscato. Tra i beni immobili su cui le organizzazioni mafiose hanno investito spiccano le abitazioni (42,4%), seguite dai terreni (25,6%). Quasi il 50% dei ricavi della ‘ndrangheta proviene dalle regioni del Nord-Ovest. Non a caso Milano e Lecco risultano prime province, dopo Reggio Calabria, per numero di imprese sequestrate.

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