Milano: ‘ndrangheta, arrestato un giudice del tribunale di Palmi

Era il Gip del tribunale di Palmi, Giancarlo Giusti, 45 anni. Poi fu sospeso dal Csm, perchè coinvolto in un’indagine sul clan della ‘ndrangheta dei Lampada, che opera a Milano. Adesso arriva il suo arresto, per corruzione aggravata dalle finalità mafiose. Secondo l’accusa della Procura di Milano, il magistrato avrebbe ricevuto dal clan calabrese almeno 71.000 euro. Giusti è accusato di corruzione, in concorso con il presunto boss della ‘ndrangheta calabrese radicata a Milano, Giulio Lampada. Il magistrato avrebbe ceduto alle sue richieste in cambio del pagamento di numerosi viaggi, in compagnia di belle e giovani escort. Ma sarebbe anche stato socio occulto della cosca in un’impresa che puntava all’acquisto di abitazioni in aste immobiliari, di cui si occupava proprio lui in passato, quando era assegnato alla sezione esecuzioni immobiliari di Reggio Calabria. Il 30 novembre, nell’ambito dell’inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Ilda Boccassini, era stato arrestato un altro magistrato, poi sospeso dal Csm, Vincenzo Giuseppe Giglio. In carcere erano finite altre 8 persone: un medico, cugino di Giglio, un avvocato, un maresciallo della Guardia di Finanza e il consigliere regionale della Calabria Francesco Morelli, del Pdl. Oltre al capoclan Giulio Lampada, con fratello, moglie e cognato, gestori di bar e locali e veri e propri imprenditori nel settore dei giochi di azzardo. Per tutti il processo con rito immediato comincerà nelle prossime settimane. Il 27 gennaio scorso, poi, erano stati arrestati anche 3 finanzieri e il direttore di un lussuoso hotel milanese, nel quale Giusti avrebbe soggiornato e incontrato le escort. Tutto pagato dalla cosca. Giusti già una volta, nel 2005, era stato inquisito dal Csm, ma poi fu assolto. All’epoca, si sarebbe occupato, nelle sue funzioni di giudice, delle offerte su un immobile all’asta, che sarebbe poi finito nelle disponibilità del suocero.

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