Milano: iniziato il processo Infinito

Il 13 luglio 2010 furono oltre 300 gli arresti effettuati nella maxi operazione “Infinito”, che fu condotta assieme dalle Direzioni Distrettuali Antimafia di Milano e di Reggio Calabria. Per la prima volta si ebbe chiara l’immagine della ‘ndrangheta che opera nel Nord Italia, in particolare nel milanese. Le indagini, coordinate dal PM Ilda Boccassini, avevano individuato una quindicina di organizzazioni locali della ‘ndrangheta, sparse in tutto il milanese e che puntavano anche agli appalti della Expo 2015. Adesso è iniziato il processo a carico dei primi 39 presunti affiliati alle cosche, dopo che una decina degli arrestati ha patteggiato, mentre in 119 verranno giudicati con rito abbreviato a partire dal 9 giugno. La prima udienza è stata ovviamente solo di carattere tecnico, utile per la costituzione delle parti e la stesura di un calendario. Ma un processo contro la ‘ndrangheta è una vera novità per la città di Milano, che si è scoperta improvvisamente vicina a quella criminalità che finora sentiva solo lontana e molto meridionale. E invece ecco che si scopre che tutto il mondo è paese, e che se la ‘ndrangheta ha capitali da investire, questi finiscono dove saranno più remunerativi, ovvero al Nord. La Regione Calabria si è presentata a questo processo come parte offesa e nella prossima udienza, fissata per il 14 giugno, chiederà di costituirsi parte civile, così come i Ministeri dell’Interno e della Difesa e forse anche la Banca d’Italia. Ha stupito l’assenza alla prima udienza dei legali della Regione Lombardia. Ma poi è stato annunciato che la Lombardia si costituirà comunque parte civile, così come i comuni di Bollate e di Pavia.

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