Limbadi: un furto sacrilego nel feudo dei Mancuso

Siamo a Limbadi, nel vibonese. E’ il feudo della potente famiglia di ‘ndrangheta dei Mancuso. Nella chiesa matrice, intitolatata a San Pantaleone, patrono del paese, è successo quello che davvero nessuno si aspettava: un furto sacrilego. E’ stata rubata la teca in oro e argento contenente la sacra ampolla con il sangue del Santo. Ma i ladri, in qualche modo, sono stati rispettosi: si sono impossessati soltanto della teca, lasciando sul posto l’ampolla col sangue. Si sono introdotti nella chiesa forzando una porta laterale. La teca era stata realizzata dieci anni fa col contributo di tutti gli abitanti del paese. Per custodire il sangue del Santo patrono non si è badato a spese. E anche quest’anno, il 27 luglio, come sempre, in occasione della festa di San Pantaleone, si era svolto il rito dello scioglimento del sangue del Santo, sulla falsariga di quanto avviene a Napoli con San Gennaro. Tutto è andato liscio. Quindi davvero nessuno sospettava che potesse accadere un fatto tanto singolare e offensivo verso il patrono. La gente, in paese, preferisce non commentare. Il Santo, o forse qualcun altro, farà in modo che la teca ritorni al suo posto. In questa terra c’è chi per niente al mondo può sopportare una simile offesa, perpetrata da incauti ladri. Per nulla scusati per aver almeno lasciato l’ampolla sacra al suo posto. Si spera che tutto si risolva presto. Magari senza spargimento di sangue. E non parliamo di quello di San Pantaleone.

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