Laureana di Borrello: chiude il carcere, sindaco preoccupato

Ospitava 25 detenuti, tutti giovani, visto che non superavano i 35 anni. E c’erano una trentina di guardie. Era un carcere modello, il “Luigi Daga” di Laureana di Borrello. Ma la crisi colpisce come una mannaia tutto e tutti e il personale serve altrove. E così si chiude. Solo momentaneamente, assicurano dai palazzi romani. Ma intanto finisce nel nulla una vera esperienza di reinserimento: qui i detenuti lavoravano in laboratori di falegnameria, ceramica e giardinaggio. E anche fuori dall’istituto. E, dicono le statistiche, la percentuale di recidiva tra chi passava da qui era minima. Insomma, questo era un carcere sperimentale unico in Italia. E che generava, grazie al lavoro dei detenuti, anche un indotto importante per tutta l’area. Per questo il sindaco di Laureana è preoccupato. E pensa a come poter utilizzare ciò che resta.

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