Lamezia Terme – Serra San Bruno: il Papa in Calabria


Erano in più di quarantamila, nonostante l’annunciato maltempo, ad attendere Papa Benedetto XVI nell’area ex Sir di Lamezia Terme, che adesso è a lui intitolata. Il suo arrivo sulla papamobile ha entusiasmato fedeli e rappresentanti delle istituzioni. Dopo i saluti e il momento della consegna dei doni, la Santa Messa, officiata dallo stesso Pontefice. Poi il Papa ha salutato i fedeli, facendo precisi riferimenti alla difficile realtà calabrese, ai suoi problemi sociali e alle sue emergenze, dalla disoccupazione alla criminalità. Papa Benedetto ha esortato i calabresi a reagire e invitato i cattolici ad impegnarsi nella gestione della cosa pubblica. Ai saluti è seguita la pausa del pranzo, che il Papa ha consumato nella Curia lametina con prodotti tipicamente calabresi. Poi di nuovo in volo, verso Serra San Bruno, dove erano in migliaia ad attendere il Santo Padre, sotto la pioggia, placatasi al suo arrivo. Anche qui i saluti del sindaco e la consegna dei doni. E poi un breve intervento del pontefice. Ed eccoci all’ultimo appuntamento: i Vespri all’interno della Certosa, fondata da San Bruno da Colonia. Il Papa ha incontrato e salutato uno per i uno i monaci di clausura, sottolineando la loro importanza e il valore della loro preghiera per la Chiesa. Papa Benedetto, nella sua ultima omelia, ha condannato il non saper più apprezzare il silenzio, e ha sottolineato come sia ormai una “mutazione antropologica”, come l’ha definita lui stesso, la continua e totale immersione che oggi la società opera nella musica e nelle immagini, pur di riempire i vuoti relazionali. Il Papa ha invitato a vivere l’essenziale e ha così svelato la doppia valenza della sua visita calabrese: mostrare i due volti della Chiesa. La Chiesa di Pietro, immersa nella società, che vive tra la gente e con essa si confronta. E la Chiesa di Bruno, quella dei monaci Certosini, distaccati e in perenne contemplazione e preghiera. Ognuna di queste due anime alimenta e sorregge l’altra.

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