Lamezia Terme: ‘ndrangheta, più di 50 fermi per armi e droga

Nelle intercettazioni dei carabinieri ci sono le liti, i momenti dello spaccio della droga e anche le intimidazioni ai danni degli esercizi commerciali. Oggi sono stati eseguiti 52 fermi tra gli affiliati alla cosca di ‘ndrangheta “Cerra – Torcasio – Gualtieri”, attiva nella piana di Lamezia, ritenuti responsabili di associazione di tipo mafioso, traffico illecito di sostanze stupefacenti, possesso illegale di armi ed esplosivi, estorsione, danneggiamento aggravato e rapina. L’operazione, coordinata dalla DDA di Catanzaro, ha permesso di documentare come la cosca fosse capace di un controllo asfissiante del territorio, attraverso attività estorsive e danneggiamenti ai danni di imprenditori e commercianti ed allo spaccio di sostanze stupefacenti. L’attività investigativa ha anche consentito di recuperare e sequestrare ingenti quantitativi di armi e droga. Ma ciò che preoccupa è che a Lamezia le cosche volevano rifornirsi di materiale esplosivo per fare “Falcone e Borsellino”. Erano questi i propositi dei clan. A parlare, in alcune intercettazioni, è il presunto reggente della cosca, Antonio Miceli, che guidava le “nuove leve” del crimine, con un’età media di soli 25 anni.

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