Laino Borgo: viadotto Italia crollato, autostrada A3 chiusa


L’Italia è spezzata in due. Dopo il crollo di un’intera campata del viadotto Italia, avvenuta lunedì pomeriggio, l’autostrada è stata chiusa, per consentire ai periti di lavorare con maggiore celerità. E anche con più sicurezza. Quella che, probabilmente, finora è mancata, visto che un operaio romeno di soli 25 anni ha perso la vita, precipitando nel vuoto per più di 80 metri. Il viadotto Italia, adesso sotto sequestro, sormonta il fiume Lao ed è uno dei più importanti ponti italiani. Fu completato nel 1969 e ha una lunghezza complessiva di 1.166 metri. Il pilone più alto misura ben 145 metri e il piano stradale si trova a 260 metri dal fondo valle. Un vero colosso. E’ il più alto viadotto italiano e il secondo in Europa. Ed era giudicato sicurissimo. Ma anche lui è stato sottoposto ai lavori di ammodernamento, che da 20 anni, ormai, interessano l’autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria. Uno stillicidio che ha minato l’economia calabrese in misura incalcolabile. E ha causato tanto dolore. Anche qui, dopo i tanti incidenti già avvenuti un po’ in tutta la regione, la tragedia è arrivata. Forse per i turni di lavoro massacrante, per inseguire tempi di consegna che vengono aggiornati di ora in ora. Adesso la magistratura ha aperto un’inchiesta sull’accaduto e anche l’Anas ha nominato una commissione d’inchiesta interna per verificare la dinamica e le eventuali responsabilità. Ma resta il fatto che un giovane, Adrian Miholca, che lavorava per una ditta subappaltatrice, ha trovato qui la morte. Una morte che è rimasta piuttosto silente. Come se non fosse importante. Per fatti meno gravi si è attivata la grancassa dei media nazionali. Per la morte di questo romeno si è sprecata solo la stampa locale. Perchè i morti non sono tutti uguali. Già non lo sono tra Nord e Sud. Figuriamoci se a morire è un povero ragazzo arrivato qui da chissà dove per sopravvivere. E di cui si celebreranno, invece, domani i funerali. Una morte che sarà presto dimenticata. Cancellata da una nuova inaugurazione, con tanto di politici con fascia tricolore e bandiere al vento. Il sangue dei morti sul lavoro da noi si lava così.

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