Gioia Tauro: su Facebook solidarietà all’assassino di Priolo

Solidarietà ad un presunto assassino che, aldilà delle possibili motivazioni, comunque avrebbe ucciso un uomo. Capita anche questo, in una regione che di problemi ne ha tanti. E se tanti ne ha, sarà anche un fatto culturale. E così su Facebook compaiono apprezzamenti e commenti solidali con l’agire di Vincenzo Perri, arrestato qualche giorno fa perchè accusato di essere l’autore dell’omicidio di Vincenzo Priolo, un giovane che aveva solo 29 anni. Priolo è stato ucciso in un agguato avvenuto sulla statale 111, nei pressi di Gioia Tauro, l’8 luglio del 2011, mentre stava salendo a bordo della sua automobile. Era il cognato di Girolamo Piromalli, presunto boss dell’omonima famiglia. Prima del fatto c’era stata una lite, per la quale poi furono arrestati 4 giovani. Perri sarebbe stato picchiato e per questo poi avrebbe ucciso Priolo. Per farsi giustizia. Braccato a lungo, è stato scovato nella casa della nonna. Si era nascosto in un anfratto ricavato sotto una scala. E chissà da quanto tempo viveva qui. Adesso gli amici, su Facebook, dicono che si sarebbe solo difeso dalle angherie della vittima. E lo giustificano. “E’ un delitto difendere la propria vita?”, scrivono gli amici di Perri. E tanti, forse troppi, cliccano su “Mi piace”. E così la Calabria rischia di diventare il Far-West.

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