Gioia Tauro: ripreso il lavoro al porto dopo il referendum


Dopo le proteste dei giorni scorsi e il blocco totale delle attività, il porto di Gioia Tauro adesso è di nuovo normalmente in funzione. Gli operai hanno votato, con un vero e proprio referendum, per scegliere se accettare o no le proposte fatte dalla società di gestione, la MCT, sulla questione degli esuberi individuati tra i dipendenti e sull’applicazione della cassa integrazione. E si parla di quasi 500 persone. Hanno votato 846 dei più di 1000 dipendenti della struttura. In maniera carbonara, con l’assoluto divieto di far anche solo avvicinare i giornalisti. Ha vinto il sì, con 486 voti, contro il no che ne ha ottenuti 351. Ci sono state poi 4 schede bianche e 5 nulle. Il fronte degli operai non si dimostra deunque del tutto compatto. Ma le proposte saranno accettate. Proposte che prevedono un complesso sistema di verifica della redditività di ogni dipendente, con controlli trimestrali che porterebbero anche ad escludere alcuni lavoratori, magari “assenteisti”, dalla cassa integrazione. E poi c’è la rotazione dei dipendenti del porto, giudicati comunque in numero superiore a quanto realmente utile per la movimentazione del traffico delle merci. Traffico che, giorno dopo giorno, continua ad essere dirottato su altri porti. Ma, stranamente, di questo si discute davvero poco.

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