Gioia Tauro: ‘ndrangheta, altro ingente sequestro di droga nel porto


Questa volta si tratta di 215 chili di cocaina purissima. Ormai la Guardia di Finanza e l’Agenzia delle Dogane hanno maturato una grossa esperienza nella ricerca degli stupefacenti nel porto di Gioia Tauro. Non passa settimana che non ci sia un sequestro. E le modalità del trasporto della droga sembrano essere sempre le stesse: nei porti di partenza vengono rotti i sigilli dei container diretti in Europa e vengono inserite le borse contenenti la droga. I sigilli vengono poi ripristinati, grazie a personale compiacente, e vengono comunicati ai complici in Europa i dati del container utilizzato per l’illecito trasporto. All’arrivo, questi dovrebbero identificare e seguire il container, per poi aprirlo e impossessarsi dello stupefacente. Ma, spesso, le forze dell’ordine arrivano prima. Come questa volta. La cocaina sequestrata era all’interno di alcuni borsoni nascosti in un container di banane proveniente dall’Ecuador e arrivato nei giorni scorsi nel porto calabrese. Se immessa sul mercato, avrebbe fruttato alle organizzazioni criminali circa 43 milioni di euro. Cifre da capogiro, se si pensa che il traffico si suppone essere praticamente giornaliero. L’individuazione del carico di droga è avvenuta grazie ad una serie di incroci documentali, che hanno portato i finanzieri e gli uomini delle Dogane ad effettuare dei controlli con degli scanner su alcuni container ritenuti sospetti, provenienti dal centro e sud america. E ci si chiede: ma quanti saranno i carichi di droga, purtroppo, che riescono a sfuggire ai controlli?

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