Gioia Tauro: armi chimiche, la Regione Calabria vuole sicurezza


Sulla vicenda dell’arrivo delle armi chimiche siriane nel porto di Gioia Tauro, parla il presidente della Regione Calabria. E’ mancata la sensibilità istituzionale, dice Giuseppe Scopelliti. Mentre il presidente del Consiglio, Enrico Letta, annuncia di voler convocare tutte le parti interessate a Roma. E mentre si conferma che, già dal 2012, da Gioia Tauro sono passate decine di migliaia di tonnellate di sostanze tossiche, si registra un coro quasi unanime di amministratori, associazioni e parti sociali contro la decisione di usare il porto per questi scopi. Unica voce fuori dal coro è quella della CGIL, che non condanna l’operazione, perchè “la Calabria non può dire sempre no”. E perchè quello che si farà a Gioia Tauro sarà un “contributo per la pace”. E mentre il sindaco Renato Bellofiore, chiede perchè non si usi il porto anche per la demolizione della Costa Concordia, i lavoratori, che saranno quelli impegnati in prima linea, chiedono perchè, se sono considerati così bravi da poter partecipare ad un’operazione tanto delicata, poi vengono lasciati in cassa integrazione perchè non c’è abbastanza lavoro?

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