Diamante: si finirà in tribunale per il cantiere del porto turistico?

Purtroppo, non se ne riesce a venire a capo. Tra i ritardi dei lavori e i rinvii per la lenta burocrazia, il porto non parte. Giochi di parole a parte, la situazione è critica. Tra una variante e un blocco per qualche protesta ambientalista, ancora si resta, è il caso di dirlo, in alto mare. Mancano ancora i pareri del dipartimento ambiente per quanto riguarda l’ultima variante apportata al progetto originale, già trasformatosi più volte. Ma, tanto per restare con i piedi a terra, mancano i soldi. Che la Regione, tra un tira e molla e la promessa di qualche assessore, non sembra più avere. La crisi morde, e i cordoni della borsa si stringono. E quello che sembrava certo un anno fa, alla fine certo non si è dimostrato, per i giochi di politica e di riposizionamento degli equilibri tra le varie forze. Il Comune di Diamante, a questo punto, minaccia le vie legali. Cosa che non farebbe, però, che ritardare il dirimersi della matassa. E allora che fare? Attendere speranzosi o dichiarare guerra alla matrigna Regione? Intanto i diportisti si mordono le mani: erano stati loro, qualche anno fa, a voler rinunciare al vecchio porticciolo, con la promessa che, fatto il sacrificio per un solo anno, poi avrebbero avuto un nuovo e moderno scalo, capace di risollevare le sorti del turismo. Di anni ne sono passati 4. E adesso, per la prossima estate, si prevede di costruire, in emergenza, una sorta di scivolo a mare sulla spiaggia. Ma noi scommettiamo che si litigherà anche su questo.

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