Crotone: aeroporto, dipendenti in sciopero, presidente si dimette


Neanche il volo charter che trasportava un gruppo di immigrati, giunti a Lampedusa con gli sbarchi degli ultimi giorni e destinati al centro di accoglienza crotonese, è potuto atterrare all’aeroporto Sant’Anna di Crotone. I dipendenti, una trentina di persone, sono in agitazione. Non sono garantiti i servizi di sbarco ed imbarco e di assistenza a terra agli aeromobili. I lavoratori lamentano il mancato pagamento degli stipendi dallo scorso mese di luglio e l’assenza di garanzie per il prosieguo delle attività dello scalo, da tempo in crisi, nonostante la Regione stia pompando denaro. Gli effetti dell’operazione, a dire il vero, si vedono poco. E mentre i dipendenti annunciano che non si rimetteranno al lavoro neanche se precettati, si dimette anche il presidente del consiglio di amministrazione della società di gestione dell’aeroporto, Cesare Spanò. Sono mutate le condizioni che lo avevano portato al vertice della società, dice Spanò, che si sente ingannato. Denuncia che gli era stato assicurato un contratto triennale con una compagnia aerea, che entro un anno avrebbe avuto la gestione totale dello scalo e che sarebbe stato messo in atto un piano per ridurre le perdite economiche dell’aeroporto. Ma nessuna di queste condizioni si sarebbe verificata. Inoltre Spanò lamenta una confusione di ruoli con il direttore generale dello scalo, che a suo dire avrebbe troppi poteri. E poi c’è la mancata ricapitalizzazione della società di gestione: gli imprenditori che ne fanno parte, da soci sono adesso diventati creditori.

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