Cosenza: usura ed estorsione, 14 misure cautelari


E’ un quadro davvero desolante, quello che emerge dall’operazione “Faenerator”, che in latino vuol dire usuraio. Dagli oltre 40 casi documentati, anche con numerose intercettazioni, Cosenza non appare ricca e gioiosa, ma prostrata sotto la crisi economica. Una città in cui chi sembra vivere agiatamente, non ha invece, spesso, neanche i soldi per fare la spesa. E finisce nelle mani degli strozzini anche per 100 o 200 euro. Strozzini perfino improvvisati: chi presta denaro, oggi, è anche un semplice impiegato, che può contare su un’entrata fissa e sicura. E decide di farla fruttare nel più spregevole dei modi. Arrivando anche a minacciare di morte chi non restituisce pochi euro. I carabinieri oggi hanno arrestato 9 persone. Per altre 5 c’è l’obbligo di dimora. In tutto sono 18 gli usurai coinvolti. Loro, e le loro vittime, abitano a Cosenza, Trenta, Rovito, Mendicino, Rende, Rose, Luzzi e anche a Massafra, nella provincia di Taranto. Forse qualcuno di loro è un nostro vicino di casa. Insospettabile. Le indagini sono state avviate a seguito della denuncia presentata da due commercianti, titolari di una storica gioielleria cosentina. Gente normale, strozzata dagli usurai. Perché dall’usura difficilmente si esce. Per questo è fondamentale denunciare.

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