Cosenza: truffe, madre uccide figlio neonato per avere risarcimento


Una storia che ha dell’incredibile. Sembra piuttosto la trama di un film dell’orrore. Eppure è accaduta, a Corigliano Calabro. Una madre ha partorito un bimbo, di sette mesi, solo per perpetrare una truffa ai danni di un’assicurazione. Lei è una donna di 37 anni, già madre di un altro bambino. Grazie ad alcuni amici e a medici compiacenti, si è presentata in ospedale con il bimbo ancora legato a lei dal cordone ombelicale, affermando che il parto era avvenuto a seguito di un incidente. Ma l’incidente non c’era mai stato. Ai domiciliari sono finiti la madre, due suoi complici e un medico. Altre 3 persone sono indagate, tra cui un’avvocatessa. Dunque, tutto solo per denaro. Ma, visto che c’era già un’indagine in corso, che ha coinvolto per alcune truffe automobilistiche ben 144 persone, nessun risarcimento, alla fine, è stato pagato per la morte del piccolo. Secondo l’accusa, la madre avrebbe atteso che la gestazione arrivasse al settimo mese per poter avere piu’ soldi dall’assicurazione. E i responsabili erano stati anche intercettati, nelle fasi progettuali del terribile delitto. Ma, purtroppo, non è stato possibile ricostruire in anticipo quanto sarebbe poi avvenuto. Una storia atroce e terribile, che s’innesta in uno dei due filoni dell’indagine. Indagine che ha svelato l’esistenza di decine di falsi invalidi. Una truffa che vede coinvolti diversi medici, il responsabile di un patronato di Corigliano Calabro e un avvocato specializzato in cause previdenziali. Gli investigatori hanno accertato anche il caso di assenteismo di un medico dell’ospedale di Corigliano il quale, pur risultando in servizio nel nosocomio, in realtà era a casa a guardarsi le partite di calcio. Gli inquirenti hanno scoperto che, oltre alla centrale di Corigliano Calabro, le truffe venivano perpetrate anche in un ambulatorio di Mesoraca. Venivano certificate malattie e visite inesistenti. E venivano utilizzate lastre e referti appartenenti a persone davvero ammalate, per ingannare le assicurazioni. Nel complesso, scoperte truffe per un ammontare di circa due milioni di euro. I medici venivano pagati “a percentuale”, anche con cifre non elevate, tra i 50 e i 300 euro. L’indagine e’ ancora in corso e ci sarebbero altri gravissimi casi di tentativi di truffe assicurative. Ma su questo si mantiene il più’ stretto riserbo.

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