Cosenza, Reggio Calabria, Lamezia Terme: le proteste degli LSU-LPU


Mentre all’uscita autostradale di Cosenza Nord-Rende della A3 Salerno-Reggio Calabria prosegue il volantinaggio del movimento dei forconi, che sta producendo, da lunedì, code e rallentamenti, adesso è la protesta dei Lavoratori Socialmente Utili e di Pubblica Utilità a mettere a ferro e a fuoco la Calabria. Un presidio è stato realizzato davanti alla sede del Consiglio regionale, a Reggio. Alla mobilitazione dei lavoratori, organizzata da Cgil, Cisl e Uil, hanno aderito anche alcuni sindaci. L’obiettivo è sensibilizzare politica ed opinione pubblica verso le problematiche di questo comparto lavorativo, chiedere risposte al Governo nazionale e a quello regionale sulle coperture finanziarie necessarie a garantire i pagamenti delle spettanze a tutta l’area del precariato e rivendicare la stabilizzazione di circa 5.500 contratti di lavoro. Un altro gruppo di lavoratori ha simbolicamente occupato l’aeroporto di Lamezia Terme, rallentando le operazioni d’imbarco. I voli in partenza non hanno comunque subito ritardi. Ma la disperazione si è toccata con mano. Presidi di manifestanti anche sulla strada statale 106 ionica, all’altezza di Roseto Capo Spulico, e allo svincolo della A3 di Cosenza Sud, dove il traffico è stato anche momentaneamente bloccato. In tutte queste situazioni, le forze dell’ordine hanno dovuto penare non poco per non far degenerare la protesta.

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