Cosenza: pulizie carenti nell’ospedale, arresti e sequestri

Una vicenda intricata, quella di cui si è occupata la Procura di Cosenza, che ha delegato a Carabinieri e Guardia di Finanza una complessa indagine. In pratica, sarebbero state fatturate molte più ore di lavoro di quelle effettivamente prestate per la pulizia dell’ospedale di Cosenza, che risultava anche sporco, come dai rilievi effettuati da più parti a seguito anche delle denunce dei medici del nosocomio. Ora 4 persone sono finite agli arresti domiciliari. Si tratta di dipendenti della società che ha in appalto le pulizie, e anche i cosiddetti “servizi integrativi”, dell’ospedale dell’Annunziata. Le accuse sono di truffa aggravata ai danni dello Stato e frode in pubbliche forniture. Ed è stato effettuato un sequestro preventivo per equivalente per un importo di più di tre milioni di euro, che sarebbe quanto illecitamente acquisito dalla società. La Procura ha chiesto poi l’interdizione per 5 tra funzionari e dirigenti dell’Azienda Ospedaliera, che non avrebbero effettuato i controlli dovuti. Il Gip deciderà in seguito sulla loro posizione, così come deciderà sulle misure da adottare per la società appaltatrice, che lavora con un contratto in proroga. L’indagine è partita due anni fa e si è avvalsa anche della collaborazione del Nas, dello Spisal, dell’Inps e dell’Ispettorato del Lavoro. E si è scoperto pure che le prestazioni di servizi di igiene e cura alla persona, di competenza degli “OSS”, di fatto venivano svolte anche da personale addetto alle pulizie. I funzionari dell’Azienda Ospedaliera non solo non avrebbero controllato le vere prestazioni rese, ma neanche richiesto l’utilizzo di un software che doveva servire proprio a questo.

Potrebbero interessarti anche...