Cosenza: ‘ndrangheta, volevano fare attentato a caserma cc, 12 fermi


E’ quella dei Rango-zingari la cosca della ‘ndrangheta dominante oggi a Cosenza. Lo conferma anche il procuratore Capo della DDA di Catanzaro, Vincenzo Antonio Lombardo, che ha partecipato alla conferenza stampa che è seguita al fermo di 12 presunti appartenenti alla cosca. Una tredicesima persona è ancora ricercata. Le accuse sono di associazione per delinquere di tipo mafioso, estorsione aggravata, associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e detenzione e porto illegale di armi. Le indagini, durate due anni, hanno consentito di delineare gli assetti della cosca. I fratelli Bevilacqua oggi ne sarebbero i reggenti, supportati da un imprenditore, Antonio Intrieri, le cui tre figlie sono sentimentalmente legate a membri del gruppo criminale. Intrieri è stato fermato ieri sera perchè, anche se sorvegliato speciale con obbligo di soggiorno, girava indisturbato con un’auto sequestrata e insieme ad un altro pregiudicato. E sarebbe stato lui, come si evincerebbe da alcune intercettazioni, a prospettare anche la possibilità di tentare un attentato dinamitardo contro una caserma dei carabinieri. Affermazione forse fatta a mo’ di battuta, ma che gli inquirenti comunque non prendono sottogamba. Il gruppo criminale gestiva in regime di assoluto monopolio il traffico di sostanze stupefacenti nell’area di Cosenza. Tra i fermati, anche i responsabili di alcune intimidazioni agli amministratori di Marano Marchesato. Gli inquirenti hanno sottolineato quanto fossero pesanti le loro minacce, tanto che un imprenditore vessato ha anche tentato il suicidio. Oltre ai fermati, risultano indagate altre 5 persone, già detenute. Al risultato investigativo si è giunti anche grazie alla collaborazione dei tre fratelli Foggetti, tutti pentiti. L’operazione è stata denominata Doomsday da un film che richiama al “giorno del giudizio”, frase citata da uno degli indagati che temeva per la sua vita preannunciando che si fosse vicini alla resa dei conti. Infine, un appello agli imprenditori onesti: denunciare conviene, perchè è dimostrato che se le cosche temono denunce, calano subito le richieste estorsive.

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