Cosenza: ‘ndrangheta, venti arresti, colpita cosca degli zingari


Operazione congiunta di carabinieri e polizia per sferrare un duro attacco alla cosca della ‘ndrangheta degli zingari. Una ventina le ordinanze eseguite, disposte dalla DDA di Catanzaro. Interi quartieri della città di Cosenza, fin dalla notte, sono stati letteralmente rastrellati. Le accuse per gli indagati sono, a vario titolo di associazione a delinquere di tipo mafioso e di tentato omicidio, porto e detenzione di armi, estorsione, traffico di sostanze stupefacenti, danneggiamento, favoreggiamento personale, violenza privata e violazione di domicilio, tutte aggravate dalle metodologie mafiose. Secondo gli inquirenti, la cosca era molto attiva nella riscossione del pizzo. Anche il reggente della cosca, Maurizio Rango, è tra i destinatari delle ordinanze. Rango era stato però già fermato due giorni fa per concorso in omicidio, porto e detenzione di armi e occultamento di cadavere nei confronti di Luca Bruni, scomparso il 3 gennaio del 2012 e mai ritrovato. Arrestati anche gli autori di un attentato compiuto nei confronti di una pizzeria di Cosenza e di diverse estorsioni a commercianti ed imprenditori di Cosenza e Paola. Il titolare di un negozio di autoricambi avrebbe subito dalla cosca almeno quattro intimidazioni. Gli fu anche rubata l’auto, che poi fu parcheggiata davanti al suo negozio e incendiata. E perfino i parcheggiatori abusivi di Cosenza sarebbero stati costretti a pagare il pizzo. Secondo le indagini, uomini della cosca dovevano per forza far parte del gruppo dei parcheggiatori ed essere retribuiti con almeno 50 euro al giorno. E non solo: tra gli indagati c’è anche chi era addetto ad occupare, abusivamente, alloggi popolari dell’Aterp, che poi venivano rivenduti ad ignari acquirenti. E gli inquirenti hanno anche sottolineato il caso di un affittuario di un appartamento che è stato minacciato di morte per fargli lasciare subito libera la casa. Tra le intimidazioni più clamorose, una in cui una delle vittime è stata trascinata di forza davanti al capo della cosca, Franco Bruzzese, adesso in galera, perchè si impaurisse. In passato ci sarebbe stata anche una fuga di notizie, riguardo alle indagini. Fatto che potrebbe essersi verificato anche oggi, visto che 4 degli indagati non sono stati trovati. Ma gli inquirenti escludono che ci sia una talpa tra le forze dell’ordine.

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