Cosenza: ‘ndrangheta, operazione contro le cosche operanti sul tirreno

Sono più di venti le persone finite in manette all’alba, nel corso dell’operazione “Plinius 2”, eseguita dai carabinieri e coordinata dalla DDA di Catanzaro. Colpite le cosche Valente e Stummo. Le accuse vanno dall’associazione per delinquere di tipo mafioso all’estorsione, dall’usura alla turbata libertà degli incanti, al favoreggiamento personale, traffico di tabacco lavorato estero, ricettazione, calunnia, intralcio alla giustizia e violazioni di domicilio. La cosca consumava estorsioni ai danni di commercianti ed imprenditori del luogo, e impediva anche che alle aste giudiziarie qualcuno che non fosse del gruppo criminale potesse acquisire dei beni. L’indagine è la prosecuzione di quella che portò, nel 2013, all’esecuzione di 39 provvedimenti cautelari riguardanti anche alcuni amministratori comunali di Scalea, tra cui il sindaco, 5 assessori e il Comandante della polizia municipale. Colpita una cosca nota fin dagli anni ’80 e che non sembrava molto attiva. Invece lo era, eccome. Il procuratore nazionale antimafia ha sottolineato che le cosche sopravvivono grazie alle collusioni con politica e mondo economico. La cosca dei Valente e quella degli Stummo erano a volte alleate, a volte in contrasto. Ma senz’altro entrambe subalterne rispetto alla potente cosca della ‘ndrangheta dei Muto di Cetraro.

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