Cosenza: ‘ndrangheta, gestivano anche alloggi popolari, 18 arresti

Gli inquirenti non hanno dubbi: questa volta la cosca della ‘ndrangheta egemone a Cosenza, quella conosciuta come “Rango-Zingari”, ha subito un colpo mortale. Tutto era iniziato nel maggio dello scorso anno con l’operazione “Doomsday”, da un film che richiama al “giorno del giudizio”. Alcuni membri della potente cosca erano stati fermati perchè si temeva che potessero compiere anche un attentato ad una caserma dei carabinieri. Adesso, dopo la condanna di molti di loro, tra cui anche il reggente della cosca, Maurizio Rango, detenuto in regime di carcere duro, i carabinieri del Comando provinciale di Cosenza, con il supporto di velivoli dell’ottavo nucleo elicotteri di Vibo Valentia, hanno eseguito una seconda operazione, sempre coordinata dalla DDA di Catanzaro, che ha portato all’arresto di 18 persone. Intercettazioni, pedinamenti e riscontri alle dichiarazioni dei pentiti hanno consentito agli investigatori di ricostruire 3 anni di egemonia della cosca, dal 2012 al 2015. Una vera multinazionale del crimine che gestiva lo spaccio di cocaina e hashish e le estorsioni ai danni di commercianti e imprenditori del cosentino, arrivando perfino ad occupare alloggi popolari, togliendoli ai legittimi assegnatari. La cosca gestiva anche delle società di security, che venivano imposte alle discoteche del luogo, non esitando anche a picchiare un gestore che si era opposto. Documentata anche l’espansione del clan verso la città di Paola, dove era subentrato alla locale cosca dei “Serpa”, annientata nel 2012 da un’altra operazione antimafia. Adesso i vertici della cosca sono tutti in carcere e la città sarà più tranquilla.

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