Cosenza: ‘ndrangheta, individuati i fiancheggiatori del boss Presta


Sono sei e sono tutti giovanissimi. Sarebbe grazie a loro che il boss della ‘ndrangheta cosentina Franco Presta, catturato nell’aprile del 2012, riuscì a restare latitante per più di 4 anni. Tra di loro anche la figlia, Marianna Presta, suo marito, Francesco Ciliberti, e un nipote del boss, Michele Filippelli. Inoltre vi sono Alessandro Cipolla, Domenico Scarola e Andrea La Torre. Tutti sono colpiti da obbligo di dimora nel loro comune di residenza, tranne Scarola che sta scontando l’ergastolo per la strage di San Lorenzo del Vallo, dove furono uccise Rosellina Intrieri e la figlia Barbara, cognata e nipote di Aldo De Marco, autore dell’omicidio del figlio del boss Presta, il giovane Domenico, che aveva solo 22 anni. Omicidio scaturito da una lite per una questione di parcheggio. Alla strage scamparono Gaetano De Marco, marito e padre delle vittime, e l’altro figlio e fratello delle vittime, Silos De Marco. La Torre era l’intestatario della casa in cui fu catturato Franco Presta e anche il titolare della scheda telefonica che il boss utilizzava. Gli altri avrebbero aiutato il boss nella sua latitanza, anche accompagnando la moglie a trovarlo nei suoi nascondigli. La moglie di Presta cambiava anche 4 o 5 auto, aiutata dai fiancheggiatori, per recarsi dal marito. Auto che venivano anche noleggiate da alcune concessionarie. Furono necessari ben 23 lunghi pedinamenti per arrivare alla cattura del boss.

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