Cosenza: ‘ndrangheta, due agenti penitenziari arrestati per concorso esterno


L’accusa è pesante, per due assistenti della Polizia Penitenziaria, operanti nel carcere di Cosenza: concorso esterno in associazione mafiosa. Secondo le indagini dei Carabinieri di Cosenza, effettuate con il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, in violazione dei propri doveri e dietro corresponsione di somme di denaro o di altri benefici, i due agenti avrebbero favorito alcuni detenuti legati alle cosche cosentine della ‘ndrangheta. Sarebbero stati a disposizione dei boss, garantendo loro di poter continuare ad avere contatti con l’esterno e veicolando messaggi, mediante “pizzini”. Adesso sono finiti loro dietro le sbarre. E un altro agente è indagato. Sono accusati da ben 9 collaboratori di giustizia, che hanno anche portato alla luce un quadro della vita all’interno dell’istituto penitenziario caratterizzato da una sorta di piena libertà di manovra, specie per i detenuti di maggiore caratura, che potevano riunirsi nelle celle, anche se sottoposti a diverso regime carcerario, o ricevere stupefacenti, alcolici, generi alimentari e tutto quello che potesse rendere più confortevole la detenzione. E non erano sottoposti a perquisizioni o venivano avvisati prima. Una situazione che durava da almeno 10 anni.

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