Cosenza: ‘ndrangheta, decapitati i due clan egemoni e federati


Diciotto persone sono state arrestate a Cosenza perché ritenute appartenenti ai due clan dominanti in città. I provvedimenti, emessi dalla Dda di Catanzaro, riguardano i presunti capi delle organizzazioni dominanti e alleate nel capoluogo bruzio: Roberto Porcaro per la ‘ndrangheta tradizionale, i cosiddetti “italiani”, ed i fratelli Abbruzzese per la criminalità nomade, i cosiddetti “zingari”. Tra le persone coinvolte nell’operazione, denominata “Testa del serpente”, c’è anche un poliziotto. I reati contestati vanno dall’associazione mafiosa all’estorsione, dal porto e detenzione abusivi di arma alla ricettazione, spaccio di sostanze stupefacenti, usura, lesioni, tutti aggravati dalle modalità mafiose. Contestato anche l’omicidio di Luca Bruni, all’epoca reggente dell’omonima cosca, avvenuto nel gennaio del 2012. Nel corso dell’operazione interforze sono state accertate anche una serie di estorsioni contro diversi imprenditori di Cosenza, costretti a pagare stabilmente il pizzo alle cosche. L’intervento delle forze dell’ordine arriva proprio in vista del Natale, quando gli esattori della ‘ndrangheta pretendono che gli imprenditori paghino il pizzo, che confluisce nella cosiddetta “bacinella”, che serve anche a sostenere le famiglie di chi sta in carcere. Gli imprenditori che denunciano sono sempre di più, dice il procuratore Gratteri.

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