Cosenza: ‘ndrangheta, arresti per droga sulla costa tirrenica

Produzione, traffico e detenzione di sostanze stupefacenti, estorsione, detenzione illegale di armi da fuoco: queste alcune delle accuse mosse dalla DdA di Catanzaro nei confronti di 33 persone, che farebbero parte di un’organizzazione criminale operante nell’area dell’alto Tirreno cosentino sotto l’egida della storica cosca di ‘ndrangheta dei Muto di Cetraro. I Carabinieri hanno portato in carcere 10 persone, 8 sono finite ai domiciliari e per altre 15 è stato disposto l’obbligo di firma. In tutto sono 44 gli indagati. Uno è stato trovato nascosto in un bunker, nella sua abitazione. La cosca di ‘ndrangheta dei Muto riusciva a dare concrete garanzie ai fornitori di droga, e per questo si potevano movimentare grosse quantità di cocaina, acquistate nella Locride. La marijuana invece era prodotta in proprio sul Tirreno. I Carabinieri hanno documentato circa 250 episodi di spaccio e diverse estorsioni e tentate estorsioni, ai danni di imprenditori soprattutto operanti nel settore turistico. Uno ha denunciato. E ha denunciato anche una nonna, per salvare il nipote finito nel vortice della droga. L’inchiesta riunisce due distinti filoni d’indagine e presenta 68 diversi capi d’imputazione per gli indagati. I traffici di droga dell’organizzazione servivano anche a mantenere i detenuti e le loro famiglie.

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