Cosenza: ‘ndrangheta, 16 arresti per la guerra tra le cosche

Sedici persone sono state arrestate a Cosenza, accusate, a vario titolo, di associazione mafiosa e di tre omicidi compiuti all’inizio degli anni 2000, nel corso della guerra di mafia che insanguinò la città. Ma si parla anche di numerosi episodi di estorsione ed usura compiuti nell’ultimo decennio. Ci sono anche due ricercati, latitanti da tempo: Francesco Presta ed Ettore Lanzino. L’operazione, condotta dalla Direzione Investigativa Antimafia di Catanzaro, Polizia e Carabinieri di Cosenza, ha colpito boss e gregari della cosca Lanzino-Ruà, ritenuta la più potente in città. L’inchiesta rappresenta l’ultima fase dell’operazione “Terminator”, che nel maggio dello scorso anno portò in carcere otto persone. Tra gli indagati ci sono anche tre politici cosentini: l’ex sindaco di Rende, Umberto Bernaudo, un ex assessore provinciale, Pietro Ruffolo, tra l’altro già coinvolto in un’operazione antiusura, e anche un consigliere comunale di Piane Crati, Pierpaolo De Rose. Da intercettazioni telefoniche, sarebbe emerso che alcuni degli arrestati passavano loro i voti che controllavano. Sottolineato in conferenza stampa come a Cosenza le denunce dei commercianti per le estorsioni subìte siano praticamente inesistenti.

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