Cosenza: l’ultimo giro della città di Totonno Chiappetta


L’attesa è stata lunga, al freddo. Ma i familiari e gli amici di Totonno Chiappetta hanno atteso, pazienti. Fino a mezzanotte. Poi è arrivato. Si è fatto attendere, come le vere star, anche stavolta. Qualcuno ha detto “non è mai stato puntuale, perchè doveva esserlo adesso?”. Commenti che servono a sciogliere la tensione. E poi, tu, avresti voluto vederci ridere. Tutti quanti. Era la tua missione. Dallo svincolo di Cosenza Sud, con il tuo cilindro e una sciarpa rossoblu, hai iniziato il tuo ultimo giro della città. Quella città che ti ha amato. E che tu hai amato. A cominciare dal carcere, dove hai speso molto del tuo tempo e del tuo talento per donare un sorriso a chi è disperato. E poi, via dopo via, attraverso i quartieri. Fino al municipio. Dove hai incontrato anche il sindaco, Mario Occhiuto, che ti ha atteso per ore. Ci sei riuscito, Totò: per una volta l’hai fatto aspettare tu. Una tappa anche davanti al Rendano, quel teatro che hai sempre desiderato, da piccolo, e che poi hai conquistato. E che ti ha dato tante soddisfazioni. La tua città era ai tuoi piedi anche da Porta Piana. E’ bella Cosenza, la notte. Con le luci di Natale. Ti saluta così. E poi, come non si poteva passare dal tuo ufficio. Il luogo in cui sono palpabili ancora i tuoi pensieri, le tue idee, le tue storie. Qui ci sono tutte. Si sentono, si vedono. C’è una vita intera, tra fotografie e manifesti, tra appunti e videocassette. Totonno, solo una cosa non ti perdoneremo: di averci fatto fare questo giro senza poter sentire ancora la tua contagiosa risata. Quella che, adesso, sentiranno solo lassù. Polvere siamo e polvere ritorneremo. Tu, ne siamo certi, sei polvere di stelle.

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