Cosenza: le Notti al Mab, tocca al Tango

Continuano con grande successo le “Notti al Mab”. Ancora una volta il salotto buono di Cosenza è stato invaso da migliaia di persone, desiderose di entrare nel cuore e nel significato delle straordinarie opere d’arte che costituiscono il Museo all’Aperto. Protagonista del terzo appuntamento è stata la “Grande Bagnante”, stupenda creazione e tema ricorrente nella scultura di Emilio Greco. L’artista catanese si ricollega ai nudi femminili che nell’arte di tutti i tempi sono simbolo di fascino e amore, una bellezza legata al mare ed all’acqua, elemento primordiale da cui, secondo la mitologia, nacque Venere. Il mare nei secoli ha rappresentato anche la speranza di tanti emigranti che si imbarcavano per raggiungere Paesi lontani, nella speranza di una vita migliore, portando con sè una valigia di cartone e tanti sogni. Nella seconda parte della serata, le immagini e le atmosfere del “Viaggio” sono state create dai suoni penetranti, malinconici e sensuali dei Tacotango Quartet e dalle movenze sinuose, energiche e perfettamente coreografate dei ballerini Campioni del Mondo di tango argentino Francesco Panei ed Eva Petruzzi. Legato intimamente alla storia dell’emigrazione è il tango. Con la forza dei ritmi africani, la sensualità del flamenco, la perfezione tecnica dei balli da sala europei, racconta lo strano incrocio di popoli arrivati in Argentina da tutte le parti del mondo intorno al 1880. I primi emigranti erano per lo più uomini soli che vivevano nei quartieri più poveri e periferici di Buenos Aires. Il tango, custode immortale di quel passato, nasce in un’atmosfera di solitudine e di nostalgia della terra lontana. “L’uomo del tango, scriveva Ernesto Sabato, è un essere profondo che medita sul passare del tempo e su ciò a cui, alla fine, questo passato porta: la morte inesorabile”. Il tango è un pensiero triste ballato, nelle sue note c’è l’amarezza di tanti sogni infranti, nella sensualità dei corpi che si aggrovigliano c’è un prepotente desiderio di vita, ma c’è anche uno struggente senso di solitudine. Una platea ammaliata e rapita, fino a tarda notte ha vissuto la calda atmosfera di una città, Cosenza, ancora tutta da scoprire.

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